trecento anni dell’istituzione

Massoneria, Leonetti interviene per i trecento anni dell’istituzione e evidenzia diversità di vedute con il Goi
Paola – “Ora tocca a noi suonare la tromba e issare la bandiera sull’albero della Libertà, continuando a compiere il dovere degli iniziati, tra iniziati che è il perfezionamento interiore unito alla strenua difesa del Tempio Massonico”. Così il Gran Maestro, 33° ed ultimo grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato, Serenissima Gran Loggia d’Italia, Mimmo Leonetti, interviene alla vigila dei trecento anni dell’istituzione e evidenzia diversità di vedute con Il Goi, Grand’Oriente d’Italia. Leonetti fa una analisi approfondita del pensiero massonico in questi ultimi tempi. “E’ ormai da troppo tempo – scrive Leonetti – che la Comunione Massonica Universale in Italia, a causa delle gravi vicende che logorano ogni Libero Muratore. Siamo seduti su un braciere ardente, intendendo che in quelle Officine sarebbe entrato di tutto e di più, senza alcun controllo. Le nostre successive sollecitazioni (rivolte poi ai neo vertici calabresi) affinché si compissero delle attente verifiche, sono cadute, evidentemente, nel nulla e se ne comprendono i motivi anche (e non solo) alla luce di questi gravissimi accadimenti il G.O.I. e, in particolare, il suo Gran Maestro, è esposta all’attenzione negativa dell’opinione pubblica e dei mass-media, subendo un grave danno, purtroppo indistinto, di immagine. Questa Serenissima Gran Loggia – evidenzia ancora Leonetti – vista l’assoluta passività del G.O.I. e la sua negligenza nel svolgere un’azione di pulizia e di chiarezza, tale che venga salvaguardato il suo buon nome, di quello dell’istituzione Universale e della tradizione massonica, si dissocia in modo chiaro e netto dalla suddetta comunione, da coloro che la gestiscono e da ogni tentativo di depistaggio che essa dovesse porre in essere con qualunque mezzo, nulla avendo a che fare con quanto nel G.O.I. accade. Per tale motivo quanto sta accadendo si ritiene che sia particolarmente lesivo dell’immagine della Massoneria universale in Italia e questo Supremo Consiglio non può che esprimersi negativamente circa il contegno tenuto da chi sta gestendo il G.O.I., che, lungi dal tutelare i propri aderenti, li sta esponendo ignobilmente a gravi conseguenze”
Antonello Troya

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