La corda e i nodi d’amore…

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LA CORDA A NODI E I NODI D’AMORE,UNA RESPONSABILITA’ COLLETTIVA

“Il nodo Savoia, usato spesso in marina, è un nodo di arresto che si scioglie facilmente e non indebolisce il cavo, a differenza di un nodo semplice. Nella psicanalisi i nodi definiscono ciò che blocca, limita o comunque impedisce il dinamismo mentale e comportamentale e causa una mancata progressione del
pensiero umano, ma allo stesso tempo un nodo può essere il collegamento tra due differenti pensieri. La vita umana inizia con la formazione di un nodo e con il taglio di un cordone.”

All’interno del tempio Massonico uno dei Simboli che non salta subito all’occhio, probabilmente anche per la sua peculiare ubicazione a qualche metro d’altezza, è la corda a nodi con i rispettivi nodi d’amore. Diversi possono essere i significati attribuibili a questo simbolo del Tempio, il primo significato è rappresentato dall’unione di tutti i Fratelli presenti nel mondo che appunto si trovano uniti simbolicamente anche a notevole distanza in nome della Massoneria universale basata sui princìpi che ogni giorno cerchiamo di seguire, princìpi uguali per tutti i Liberi Muratori appunto. Un secondo significato può essere analizzato valutando la diversa posizione del lato aperto della corda a nodi a seconda dei templi.

Nei templi ordinari la corda a nodi è disposta con il lato chiuso ad Oriente ed il lato aperto ad Occidente con i due terminali che discendono lungo le Colonne B e J, questo può essere interpretato a mio avviso come un segno di apertura innanzitutto verso i Fratelli che si trovano all’esterno del tempio, nel mondo profano e anche per quei profani che intendono intraprendere il cammino Massonico e quindi i neofiti. Un altro potenziale significato di questa posizione della corda è la connessione in grado di crearsi tra la volta celeste che sovrasta il Tempio e il mondo terreno, intesa come il collegamento innegabile comunque sempre presente tra l’uomo e il Divino, considerando quindi che i due terminali della corda discendendo lungo le due colonne arrivino fino a toccare il suolo. All’interno del Tempio della nostra Loggia la disposizione della già citata corda è opposta, ovvero il lato chiuso ad Occidente, al di sopra delle Colonne ed il lato aperto disposto verso l’Oriente; questa particolare ubicazione può assumere diversi significati.

Uno può essere la creazione di un ambiente circoscritto che chiude in un certo senso le porte al mondo profano per dare protezione ai Fratelli che si trovano in quel momento all’interno del Tempio, senza però negare ad altri Fratelli la possibilità di entrare e di trovare un rifugio spirituale nell’Officina. Un altro possibile significato è una sorta di abbraccio fraterno da parte dell’Oriente verso tutti i Fratelli dell’Obbedienza e quindi un avvicinamento ulteriore a quella Luce di cui ogni Libero Muratore è alla ricerca nel suo lungo cammino. Infine un possibile significato simbolico, indipendente dalla disposizione della corda, si può riconoscere paragonando la corda stessa ad una Catena d’Unione sempre presente e perennemente in corso tra i vari Fratelli, valutando il valore simbolico, esoterico ed anche umano, di cui essa è pregna.

La mia personale opinione riguardo alla corda a nodi si esplica nell’analizzare come la responsabilità umana e sociale della Massoneria sia di tipo collegiale ed universale, non coinvolgente quindi il singolo individuo o il singolo Fratello. Prendendo in considerazione la particolare forma della corda si può notare come essa assuma i suoi svariati significati e quindi la sua “utilità esoterica” esclusivamente con i nodi d’amore integri, in cui ogni nodo simbolicamente rappresenta un Fratello che si occupa e si rende responsabile del fratello vicino e di come solo tutti insieme uniti tra loro possano prendersi cura della società che idealmente potremmo visualizzare come abbracciata dalla corda stessa. Si viene quindi a creare un senso etico collettivo all’interno dell’Officina, un’etica, ed anche una certa deontologia massonica indirizzata appunto collegialmente al miglioramento della società che ci si propone ed impone di migliorare.

Va inoltre considerato come solo l’unione di tutti i fratelli sia in grado di attuare questo cambiamento “globale”, in quanto l’etica del singolo ed il comportamento di un unico individuo, inevitabilmente andrà a scontrarsi con i bisogni della collettività. Ed in quanto collettività, solo tutti i fratelli uniti tra loro possono avere quell’etica ed appunto quell’insieme di comportamenti necessari per guidare la comunità verso un lento, ma progressivo e graduale miglioramento. Simbolicamente un unico nodo non pone in collegamento nulla, anzi rischia di sciogliersi precocemente poiché appunto non legato a niente. Più nodi insieme invece sono in grado di creare un saldo legame tra due punti anche a notevole distanza.

Questo ritengo sia il motivo per cui il Massone si senta realmente legato ad un altro Fratello anche dall’altra parte del mondo. Inoltre la peculiare forma del nodo richiama alla mente il simbolo dell’Infinito, concetto che inevitabilmente per la mente umana riporta ad un concetto di disordine e di caos in quanto l’uomo, inteso come essere vivente, per definizione è un essere finito.

Il nodo singolo e quindi l’uomo preso nella sua individualità, senza considerare la comunità intera, vive secondo schemi mentali e comportamenti che portano al caos ed al disordine per la collettività, in quanto l’uomo stesso sente i propri bisogni personali come esigenze reali, mentre considera come virtuali quelle dell’umanità intera, causandone infatti il continuo deterioramento. Questo modus operandi non può che determinare a medio-lungo termine lo sfacelo per la società. Quindi solo unendo lo spirito e l’ideale di ogni singolo uomo, nel nostro caso, di ogni Massone, e quindi ogni nodo, in un’unica corda formata da più giunture si può forse ottenere quell’etica e quel senso di responsabilità indispensabile oggi più che mai alla sopravvivenza dell’Uomo.

Ritengo quindi fondamentale e vitale per compiere un buon lavoro massonico indirizzato alla sopravvivenza della nostra società ormai in declino, rendersi conto di come ogni uomo, ogni massone, ogni nodo sia inevitabilmente connesso a quello vicino e di come non sia più possibile, o persino addirittura pensabile applicare un modo di vivere esclusivamente individualista, ma di come si renda necessario un ragionamento collettivo che coinvolga tutta la comunità. Una sorta di visione a “grand’angolo” della società e dei suoi bisogni, accorgendosi quindi di come spesso, o quasi sempre le nostre esigenze vadano contro quelle reali di un’umanità ormai al collasso. L’impegno di tutti, per la sopravvivenza di tutti.

Ho detto.M.Calzoni

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