Il Cavaliere di Sant Andrea

Il Cavaliere di Sant Andrea di Scozia nel RSAA
L’origine di questo undicesimo grado filosofico è assai controversa, tanto che alcuni autori non tentano neppure una ricerca o, addirittura, non ne fanno cenno. Una singolare, quanto curiosa storia sulla nascita di questo grado scozzese la fornisce Ragon che propende nel dire che tale qualifica derivi dalla partecipazione di una delle numerose confraternite massoniche, nate in Scozia, alla processione in onore di Sant’Andrea, patrono di Scozia.

I membri di questa confraternita che, il giorno del 30 Novembre di ogni anno, era solita unirsi ai festeggiamenti vennero così chiamati Cavalieri di Sant’Andrea; al di là di questa storia apparentemente banale, conviene aggiungere quanto, invece, sia sostanziale il fregiarsi di un titolo che richiama il nome del Santo Protettore della Nazione che ha dato se non i natali il nome al nostro Rito massonico. Naturalmente, procedendo ad uno studio più approfondito, si potrà scoprire che quanto riportato da Ragon appare molto simile ad un passaggio contenuto nel Manoscritto Franken:

«E” il fanatismo che é all’origine del Grado conosciuto con il nome di Cavalieri di Sant’Andrea. In Scozia, dove, nei tempi antichi, la Massoneria si era sviluppata più che in ogni altro luogo, molte logge furono fondate sugli stessi principi di saggezza e di prudenza che presiedevano al bene dell’Ordine. Ma una di queste Logge non conosceva né saggezza, né prudenza. Essa adottò l’uso di tenere la grande assemblea nel giorno di Sant’Andrea, festa del santo patrono di Scozia.

Questa gente ignorava lo scopo reale dei loro misteri, non sapevano che una cosa, che si chiamavano Cavalieri Massoni e più comunemente ancora, Cavalieri di Sant’Andrea. Ciò che contribuì più di tutto a rendere popolare questo nome agli occhi del popolo, furono le loro feste e le loro processioni con ostentazione di grandi fasti nel giorno di Sant’Andrea.

Questo fece molta impressione sulle più basse classi del popolo che aspirava durante tutto il resto dell’anno, ad aspirare con ardore ad essere iniziati al fine, la prossima volta che si sarebbe celebrato il loro santo patrono, di condividere le pompose feste. Dopo di che la suddetta Loggia aprì tutte le sue grandi porte ed ammise della gente di infima estrazione. Ella non doveva più il suo titolo di Sant’Andrea che alle feste che si celebravano in quel giorno.

Tuttavia, i membri di questa Loggia appresero, in occasione della loro iniziazione, che all’origine il loro Grado si chiamava Cavaliere dell’Aquila e che quello era il loro vero nome. Degenerarono talmente, che persero il loro Gioiello. Malgrado le loro domande, non poterono stabilire alcuna relazione con le altre Logge del paese o anche dell’estero, perché esse si erano protette da tali evenienze e da tali trasformazioni degli antichi usi, causati dall’ignoranza o dall’errore.

Ristabilita la tranquillità, presero come modello la croce di Sant’Andrea e si diedero un Gioiello sul quale il santo si mostrava in tutta la sua figura. Sebbene il significato simbolico del Gioiello non avesse alcun rapporto con il loro modo di lavorare, ciò era loro sufficiente, poiché avevano adottato la Croce.

Questa é la principale ragione per la quale coloro che portano la Croce di Sant’Andrea la ritengono un’insegna massonica : per la maggior parte, ignorano i motivi per cui la portano! Questi errori furono introdotti in Germania, avendovi alcuni viaggiatori costituito Logge di questo tipo, come da poco a Colonia. Sebbene in quanto Fratelli, si comportassero perfettamente bene, vi erano talmente tanti errori ed improprietà nella loro Istruzione, che non risultava infine altro che un tessuto di errori, sicché queste alterazioni avevano corrotto la bellezza di questo Grado e della Massoneria.»

Naturalmente, è utile ricordare che tale manoscritto prevede venticinque gradi scozzesi in luogo dei trentatré odierni, ed il passaggio precedente è inserito nel XVIII grado, quello dei Principi Rosa+Croce, che oltre ai titoli mantenuti di Cavalieri dell’Aquila e del Pellicano, erano insigniti anche di quello di Cavalieri di Sant’Andrea di Scozia.

Henry Clausen , da un’altra versione dell’origine del grado, facendone risalire la fonte a Re Robert Bruce di Scozia che creò l’Ordine dei Cavalieri di Sant’Andrea nel 1314 dopo la battaglia di Bannockburn che lo vide vincitore su Re Edoardo II d’Inghilterra, per quei Cavalieri Templari che, rifugiatisi in Scozia dopo lo scioglimento dell’Ordine ad opera di Clemente V e Filippo il Bello di Francia, diedero il proprio notevole contributo nella battaglia.

Naturalmente, col tempo, le cose sono cambiate oltre ad addivenire il XXIX ° grado del RSAA, negli Stati Uniti si fregiano di questo titolo anche coloro che appartengono ad un “corpo rituale d’elite del RSAA”, ossia è divenuto per dirla esattamente uno degli Scottish Rite Bodies, i cui membri devono essere insigniti del XXXII° grado.

Ritornando alla stretta valenza rituale, i quattro doveri fondamentali di un Cavaliere di Sant’Andrea di Scozia possono riassumersi semplicemente in: Venerare la ragion pura-Servire la verità-Proteggere la virtù Combattere per il Diritto.

Sembra inutile commentare ulteriormente questi pilastri che i vari autori in letteratura sono più o meno concordi nell’individuare, ciò che vale la pena essere approfondito è il contenuto etico comportamentale di questo grado che si sviluppa e si concretizza nel peculiare rituale di iniziazione.

Rituale che per lunghezza e densità non è possibile trattare nell’economia di questo articolo, ma che conviene esaminare attraverso i numerosi commenti contenuti nella classica letteratura simbolico esoterica del RSAA.

Adesso, per comprendere rapidamente chi è, o almeno dovrebbe essere, un Cavaliere di Sant’Andrea di Scozia conviene riportare un breve passo di Albert Pike tratto dal celebre Morals and Dogmas, che seppur compilato oltre un secolo addietro è stato capace di mantenere un notevole grado di attualità:

“Non si deve dunque credere che ora, in un’epoca di progresso, ricchezza, commercio, lotta per il potere, decadimento dei costumi e corruzione, non vi sia più nessun uomo del vecchio stampo da rivedere, nessun animo eroico e cavalleresco che riesca a conservare, nel caos delle passioni, delle ambizioni e delle viltà che lo circondano, la sua nobiltà d’animo e la sua equanimità”.

Conclusioni
Richiamando alla mente le numerose considerazioni riguardo l’importanza dei Cavalieri di Sant’Andrea di Scozia, forti dell’apporto simbolico ricavato, potremmo forse tentare di dare un’interpretazione originale alla valenza di questo grado massonico: l’ideale filo che lega i Rosa+Croce all’Ordine Templare che, per alcuni autori, ne è addirittura diretta espressione o, per altri, naturale conseguenza, sembra certamente attraversare e connettere anche questo grado. Così fra i Cavalieri di Sant’Andrea, ossia fra i custodi dell’eredità superstite Templare, vengono scelti i Cavalieri Kadosch o Kadosh che formano un collegio superiore di eminenti teologi che si dice professino una dottrina segreta, appresa in Oriente.

1 Comment(s)

  1. se kadosh e’ una Parola ebraica e se si e’ conseguenti, allora la Dottrina e’ appresa in Medioriente, dopodiche’ Ebraico, Arabo, Egizio e Copto sono della stessa Famiglia linguistica, semita, ma cio’ che piu’ conta e’ chiedersi come mai Parola d’Uomo dovrebbe soverchiare Parola e Fatti di Dio, i fatti chi dice chi e’ cosa, a quale Grado di Sviluppo e quindi, chi no? infatti ci sono eminenti …Anonimi e Disaffiliati, che son piu’ in Avanti e evoluti di qualsiasi Cavaliere kadosh o 33. Massone: e’ gia’ over …34. rendersene (quantomeno) conto. chi lo fara’? Felicita’ dentro-fuori da offrire-ricevere a tutti ovunque-sempre.

    Frances | 19 Gen 2017 | Reply

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