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Gran Loggia d’Italia -conoscere la storia

Gran Loggia d’Italia-umsoi- conoscere la storia

Il Gran Maestro Armando Corona
Gran Commendatore del Rito
Il 28 marzo 1982, in piena bufera per le risonanze dell’affare P2, si arrivò all’elezione del medico e uomo politico sardo Armando Corona (nella foto) alla carica di Gran Maestro per coinvolgere più direttamente le logge.
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La nomina alla carica di gran segretario veniva lasciata alla insindacabile designazione da parte del G:. M:. , la cui durata in carica diveniva quinquennale.
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Il 21 marzo 1987 l’assemblea di G. L. del G.O.I. enunciava una dichiarazione sulla Identità del Grande Oriente d’Italia che tra l’altro ribadiva per i massoni l’obbligo di «credere nell’Essere Supremo».
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Nella stessa assemblea di G. L. venivano approvati i princìpi fondamentali per i riconoscimenti, che recepivano le norme stabilite dalla G.L.U. nei Basic Principles for Grand Lodge Recognition del 1929 e negli Aims and Relationships of the Craft Acceepted by Grand Lodge del 1949: anche ultra petita, posto che al punto I° si subordinava la regolarità di una Grande Loggia al suo riconoscimento da parte della G.L.U. d’Inghilterra, con ciò delegando in pratica alla stessa G.L.U. la facoltà di riconoscere o di disconoscere come “regolare” qualsiasi altra Gran Loggia, compreso lo stesso G.O.I.
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Si trattava senz’altro di contropartite, necessarie anche se forse non esplicitamente richieste, per il forte sostegno concesso dalla G.L.U. al G.O.I. nei difficili frangenti conseguenti allo scandalo P2, che incrinarono tuttavia l’autonomia gestionale della Giunta nei confronti della Comunione inglese e che incoraggiarono quest’ultima negli atteggiamenti neo colonialistici scopertamente assunti più tardi, alla base della scissione promossa dal Di Bernardo.
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Uniche variazioni dei rituali, sollecitate da esigenze contingenti manifestatesi nel 1987, furono la discussa sostituzione del giuramento con la promessa solenne da pronunziare all’atto della iniziazione, l’analoga sostituzione del giuramento di segretezza con una promessa alla conclusione dei lavori rituali e il ritorno all’antica formulazione nella prima delle tre domande rivolte al recipiendario all’atto della redazione del “testamento”.
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In questo contesto avveniva il trasferimento della sede del G.O.I. da Palazzo Giustiniani, il cui contratto ventennale di affitto era scaduto nel 1980 e non era stato rinnovato dallo Stato anche per gli effetti dello scandalo P2, alla Villa del Vascello sul Gianicolo, in Via di S. Pancrazio 8, acquistata durante la gran maestranza di Ennio Battelli.
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Sotto l’abile guida di Armando Corona il G.O.I. conobbe una stagione di effettivo rilancio, concretizzato da un incremento numerico dopo gli abbandoni numerosissimi verificatisi nella fase più critica dello scandalo P2 e da una ripresa di attività culturali, tra le quali il patrocinio a mostre storiche e a convegni di studio. Il clima interno si era notevolmente rasserenato.
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Personalmente non aderente ad alcun Rito, il Corona lasciò diffondere nelle logge l’uso dell’Emulation Ritual inglese con la correlata usanza della cerimonia di installazione dei maestri venerabili, nonché la fondazione di Capitoli dell’Arco Reale inglese, Gran maestro (fu rieletto nel 1985 per un altro quinquennio).
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Il compito spettante al nuovo gran maestro era molto difficile: si trattava di scindere le responsabilità e l’immagine del G.O.I. dalla vicenda P2, sì da restaurare un minimo di credibilità in Italia e all’estero.
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Il Corona inviò a questo scopo una lettera-rapporto a tutti i grandi maestri delle Grandi Logge in rapporti di amicizia con il G.O.I. Giordano Gamberini anticipò un’inevitabile espulsione con una clamorosa fuori uscita dall’Ordine, e venne sostituito da Augusto Comba alla direzione della rivista Hiram.
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Tra il 27 e il 28 ottobre 1984 Armando Corona convocò poi una G. L. straordinaria, la quale approvò il testo di una nuova Costituzione e di un nuovo Regolamento, che accentrava ulteriormente nella giunta del G.O.I., come organo collegiale, il potere esecutivo, spogliando il consiglio dell’Ordine degli scarsi poteri fino a quel momento riconosciutigli e riducendolo a organo meramente consultivo.
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Il meccanismo elettorale del gran maestro e della giunta veniva quindi significativamente modificato. Autorizzò inoltre la costituzione all’interno del G.O.I. del Rito Scozzese Rettificato, del Rito di Memphis e Misraim e di un Rito Noachita, (quanto a quest’ultimo sulla base di una “patente” inglese risalente alla dubbia figura di John Yarker).
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Nel 1996 l’ex Gran Maestro Armando Corona, seppur amareggiato dall’atteggiamento assunto dal G.O.I. nei suoi confronti e della Massoneria in generale, intese dare una svolta forte per riportare la Massoneria Italiana nell’ onorevole alveolo massonico, fondando su consiglio della Gran Maestranza umsoi presieduta dal G.M. Simonetti, la Gran Loggia d’Italia in comunione con lo stesso l’umsoi e registrando con atto pubblico in Roma tale evento.
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Questo fatto, produsse non poco scompiglio nel mondo massonico e soprattutto nel G.O.I. per onore e coerenza istituzionale il Gran Maestro Armando Corona , non sviluppò il processo massonico della Gran Loggia d’Italia, ma non per questo rinunciò alla sua prerogativa di vero massone e di Gran Maestro, cosi l’UMSOI non cessò mai di considerarlo un vero Fratello, anzi si pregia di annoverarlo tra i grandi della storia massonica nazionale in quanto seppe portare chiarezza e pulizia nell’ istituzione nazionale.
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Nel 2006, dieci anni dopo, la Gran Loggia d’Italia riprende forza e vigore, grazie alla richiesta specifica rivolta alla Presidenza umsoi, al G.M.Simonetti, formulata personalmente dal Fratello A.Corona, La Gran Maestranza umsoi lo autorizza e lo invita a legalizzare in Cagliari, con atto pubblico, il risveglio della Gran Loggia d’Italia stessa.
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Nel 2008 il Supremo Consiglio dell’UMSOI gli conferi il 33° grado chiamandolo al suo interno quale Gran Commendatore, e il fr.: Gianfranco Pilloni venne nominato Grande Ispettore Generale
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Con il pasaggio all’ Oriente eterno del Fratello Corona, il suo sucessore, dallo stesso designato, ossia, Gianfranco Pilloni, hiamato alla presidenza dell’umsoi, ma alla fine d’anno 2011, ha deciso di intraprendere un cammino massonico staccato dall’umsoi, dando le dimissioni dal ruolo e dall’umsoi.
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E’ con dispiacere che accogliamo le sue dimissioni e, per quanto ci concerne, gli auguriamo ogni bene, e anche se qualche dubbio rimane le porte dell’UMSOI rimangono comunque sempre aperte per chi desidera restare o per chi desidera andare.

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Comunicato della Gran Segreteria UMSOI

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